E’ la definizione che dà disé l’attore Vittorio Gassman, in un’intervista sull’ultimo numero del settimanale diocesano’Verona Fedele’. Gassman ricorda che quando lo scorso novembre, in occasione della festaper i 50 di consacrazione di Papa Wojtyla, recitò a piazza San Pietro una poesia, molti giornaligridarono alla conversione. “Non penso di essere mai stato ateo – precisa Gassman. “Credo,anche se con dei dubbi e delle remore. Infatti, il curioso mistero della vita e l’uomo stessodifficilmente trovano una spiegazione se non si riportano ad una causa superiore”. Gassmandefinisce il suo percorso di fede “faticoso, un rivolgersi all’Assoluto a ritmi irregolari: soprattuttonei momenti dolorosi dell’esistenza, si trova consolazione in qualcosa che va al di là di noi edel mondo: la vita è meravigliosa, ma sarebbe uno spettacolo troppo corto se tutto finisse conla morte”.Gassman afferma inoltre di aver conosciuto recentemente alcuni padri camaldolesi che lohanno avvicinato maggiormente alla fede, “persone straordinarie, di grande apertura mentalee di enorme convinzione nella propria opera, oltre che di sterminata cultura”.