Rocchetta: c’e’ un limite anche per la sperimentazione su animali

“Gli essericlonati o che hanno subito manipolazioni genetiche, molto spesso si dimostrano carentigeneticamente”. Lo ha detto al Sir mons. Carlo Rocchetta, consulente ecclesiale dellaColdiretti, commentando la notizia secondo cui è stata creata nei laboratori scozzesi unapecora, Polly, con un patrimonio genetico programmato per farle produrre un latte identico aquello umano. Questo latte, ricco di proteine, permetterebbe di curare molte malattie. “Spesso,nel tempo – aggiunge mons. Rocchetta – questi animali diventano portatori di infezioni o virus,come è avvenuto nel caso della cosiddetta ‘mucca pazza’, che ha scatenato una pericolosareazione a catena. Dunque, è ammissibile proseguire sulla strada della ricerca e dellasperimentazione, ma attenendosi ad un preciso codice etico: questo latte “umano” prodotto daanimali, per esempio, potrebbe avere delle controindicazioni, magari non stimabili da subito.Anche nel caso della ‘mucca pazza’, infatti, ci sono voluti 15 anni perché l’infezione venissefuori. Il criterio da seguire deve essere sempre quello del bene della persona e del rispettodegli equilibri esistenti in natura”. Inoltre, secondo mons. Rocchetta “la clonazione, proprioperchè stabilisce un controllo sulle dinamiche dell’evoluzione naturale, rischia di impoveriregrandemente la diversità genetica presente in natura, un vero proprio patrimonio che non puòessere cancellato”.