“C’è undoloroso filo rosso che collega il luogo alla moda, il divertimento che si vorrebbe sempretrasgressivo, con la penuria, per non dire l’assenza, di prospettive che la città è in grado dioffrire ai giovani”. E’ quanto si legge in un editoriale sull’ultimo numero del settimanalediocesano “Voce del Popolo” di Torino.”Gli ‘esclusi’, in questa città – si legge ancora – non sono soltanto i poveri, gli immigrati, imarginali, i disoccupati, ma anche i ‘ragazzi di buona famiglia’, in qualche modo condannati aldivertimento estremo, alla trasgressione ad ogni costo. Alla radice del malessere sociale c’èquesto nodo” rappresentato da “un sistema educativo squalificato e poco credibile, dalconsumismo ‘obbligatorio’, dalle scarse prospettive di lavoro, dall’adolescenza prolungata finoa diventare irresponsabilità. In questo la città è una protagonista perdente, proprio perché, difronte agli eccessi criminali dei Murazzi, si scopre quanto sia distante la Disneyland diprovincia dai grandiosi ‘progetti per lo sviluppo’ che in altre stanze di Torino vengono concepitie, forse, realizzati”.