Libertà religiosa: “La decisione di Eltsin favorirà la riconciliazione?” (2)

E’quanto si chiede ed auspica mons. Elio Bromuri, membro del Segretariato Cei perl’ecumenismo e il dialogo interreligioso, commentando la mancata firma da parte di BorisEltsin della legge approvata dal Parlamento russo sulla libertà religiosa. “Viene spontaneocollegare questo diniego – spiega mons. Bromuri – all’intervento di Giovanni Paolo II”. Laquestione. aggiunge Bromuri, “pur essendo interna alla Russia, è stata seguita in tutto ilmondo perché non è un affare religioso, né una diatriba tra Chiese e neppure una guerra direligione, come ha scritto qualcuno, ma una questione di principio che riguarda la libertà toutcourt. Nella libertà religiosa infatti vanno a confluire tutte le altre libertà. Reclamando la pienalibertà per i cattolici che si trovano in terra russa Giovanni Paolo II ha difeso la libertà di tutti.La Chiesa cattolica ha mostrato un grande rispetto per i i valori e le regole della modernademocrazia”. Quanto all’accusa di proselitismo mossa ai cattolici presenti in Russia, Bromuriosserva che, ciò è dovuto alla presenza nel Paese “di molti propagatori di nuove religioni e diculti stravaganti” che “hanno indotto le autorità religiose e il popolo ortodosso a sentirsi vittimedi una ‘aggressione’ e di una minaccia nella quale anche la Chiesa cattolica è rimastacoinvolta”.