Pubblichiamo la notaSir sul ddl sulla parità scolastica approvato oggi dal consiglio dei ministri. “Cadono, non senzadifficoltà, antichi pregiudizi e storici steccati, anche se il processo avviato è solo agli inizi, e leaffermazioni di principio sono attese alla prova della loro concreta attuazione. Il Consiglio deiMinistri ha finalmente approvato un disegno di legge dal titolo complesso: “disposizioni per ildiritto allo studio e per l’espansione, la diversificazione e l’integrazione dell’offerta formativa nelsistema pubblico dell’istituzione e della formazione”. In concreto, come si legge nelcomunicato ufficiale “il provvedimento riconosce il valore e il carattere di servizio pubblico delleiniziative di istruzione e formazione promosse da enti e privati, collocandole all’interno delsistema pubblico”. L’affermazione è molto importante. In primo luogo perchè dà attuazione aigrandi principi costituzionali, all’indirizzo (riaffermato anche nel processo di riformacostituzionale di questi mesi) che la Repubblica, cioè la cosa pubblica, non si esaurisce nelloStato. In secondo luogo perchè dando attuazione a questi principi, e superando vecchieresistenze culturali e politiche, permette al sistema scolastico nel suo complesso di mettersi ingrado di rispondere alle sfide portate dalla grande accelerazione di questi anni.Su questa linea si è sempre mosso l’impegno dei cattolici, consapevoli dell’importanza dellascuola: da sempre hanno puntato sulla scuola senza alcuno scopo di lucro, ma con la certezzadi rispondere ai veri interessi dei giovani, delle famiglie, e di tutta la comunità civile.Certo occorre dare a questo riconoscimento di principio una concreta e sollecita attuazione. Ildisegno di legge appare per ora troppo indeterminato. Le compatibilità economiche possonoavere frenato. Per noi comunque il progetto non può che essere un punto di partenza.L’effettiva parità richiede di determinare in misura equa e si gnificativa la partecipazione daparte dello Stato ai costi che le famiglie e le isittuzioni scolastiche non statali sostengono persvolgere un servizio pubblico.C’è molto da fare e perchè sia fatto presto e bene (il ministro ha rinviato tutto alla prossimafinanziaria) occorre che tutte le forze politiche e sociali facciano responsabilmente la loroparte, con la consapevolezza che investire sulla scuola, sul sistema formativo, in cui èfinalmente riconosciuta la parità per le iniziative promosse da enti e privati, significa investiresul futuro dell’Italia e in concreto di tutti gli italiani”.