Anche la Chiesa in campo per lo sciopero generale di domani a Pordenone

“La rottura intervenuta fra le varie parti sociali ed istituzionali che nei mesi scorsi hannocercato di salvare la ‘Seleco’ é un brutto segno”: con queste parole don Livio Corazza,direttore dell’Ufficio della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Concordia – Pordenone,definisce lo sciopero generale provinciale indetto dai sindacati per venerdì 18 luglio a sostegnodei 600 lavoratori dell’industria produttrice di tivu, che pare destinata alla definitiva chiusura.”Nel documento elaborato dal Consiglio pastorale insieme alla Consulta dei laici, a quella deigiovani, alle Acli e alla pastorale del lavoro – prosegue don Corazza – si sottolinea l’importanzadi un coinvolgimento di imprenditori, amministratori locali, sindacalisti e politici. Senzaconcertazione viene meno il ruolo di governo dei processi sociali lasciando la gentenell’incertezza”. Secondo don Corazza, comunque, le comunità ecclesiali del territorio sonooggi chiamate a riflettere sulle conseguenze della “globalizzazione” dell’economia che si fannosentire così pesantemente anche in una zona industriosa come è quella di Pordenone. Unappello analogo perchè intervenga il mondo politico ed imprenditoriale è stato lanciato anchedall’arcivescovo di Catania, mons. Bommarito, che chiede “che il dramma delladisoccupazione sia considerato assolutamente prioritario e urgentissimo”. Ieri 4 lavoratoricatanesi avevano minacciato di suicidarsi perchè da mesi erano senza cassa integrazione.Alla fine l’Inps si è impegnata a corrisponderla di nuovo.