Commentando i recenti incontri tra esponenti del pensiero marxista e comunista (PietroIngrao, Fausto Bertinotti) con rappresentanti della Chiesa (il card. Achille Silvestrini, il card.Ersilio Tonini) il filosofo Gaspare Mura afferma: “Sarebbe un errore confondere la Chiesacattolica negli schieramenti oppure appiattirla sui discorsi sociali”. Al contrario, prosegue Murain un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, “il cattolicesimo va presentatocome esperienza personale e comunitaria, al di sopra degli schieramenti e delle ideologie. Lagente ha bisogno di veder riaffermati chiaramente i valori universali dell’identità cristiana”.Secondo il filosofo, “il dialogo tra cattolici e comunisti non può più essere quello rappresentatobonariamente da Guareschi” con i personaggi di Peppone e don Camillo. Infatti, “non ci sonopiù due mondi contrapposti. Il comunismo non rappresenta più un’ideologia monolitica.Piuttosto ci sono delle persone alla ricerca di alcuni valori umani e sociali con cui è possibileconfrontarsi”. Tuttavia Mura non accetta che il Discorso della Montagna venga avvicinato al”Manifesto” di Marx, perché, afferma, “nel Discorso della Montagna c’è una dimensionereligiosa, trascendente, che nel Manifesto è totalmente assente”.