E’ quanto si legge in una nota della Associazione Italiana maestri cattolici (Aimc), diffusa oggi,a conclusione del seminario nazionale dell’Aimc, svoltosi a Firenze. “Crisi dellarappresentanza – si legge ancora nella nota – centralismo rifiutato ma sempre in agguato,sistema di autonomie che rischia di” diventare privo di regole, “questione settentrionale emeridionale, sono solo alcuni dei problemi di cui farsi carico nella ricerca di un nuovo assettostatuale”. In questo contesto, “la scuola non può, in modo miope, avvitarsi su se stessa inun’asfittica autocentratura, restringere l’orizzonte sui `propri’ problemi, sia pur rilevanti, senzalasciarsi neppure lambire da ciò che accade intorno”. Capire quale forma di Stato realizzare,capire quale idea di scuola dibattere “sono interrogativi solo apparentemente distanti, ma inrealtà connessi da un denominatore comune: la persona/cittadino/soggetto in formazione. Ciònella convinzione che la scuola è leva di democrazia, luogo di giustizia educativa e quindisociale, istituzione che concorre a tradurre in azioni quelle felici intuizioni quali solidarietà,libertà e autonomia che i Padri costituenti hanno collocato nella prima parte della CartaCostituzionale. Pertanto, o la scuola si incarna nel Paese, interagisce con esso e mette incampo azioni che hanno in sè valenza politica o si autoemargina e quindi perde senso”.