Ricerca Censis: dono di organi come alternativa alla dialisi

Ricerca Censis: dono di organi come alternativa alla dialisi, medico e famigliasono i punti di riferimento primari del paziente in dialisi, costretto a delegare ogni decisioneterapeutica alla professionalità medica e quasi sempre strettamente dipendente dal nucleofamiliare per l’assistenza e per il tempo libero. E’ quanto emerge da una ricerca svolta dalCensis sulla dialisi peritoneale e la qualità della vita possibile oggi a Roma. L’indagine riguarda166 pazienti dialitici di cui sono state prese in considerazione: situazione familiare e lavorativa,relazioni familiari e amicali, vita sociale e attività ricreative.Dalla ricerca emerge una diversa percezione della qualità della vita secondo il tipo di terapiacui si ricorre: “i maggiori disagi sono vissuti da chi pratica la dialisi ospedaliera, che creamaggiore dipendenza. Più autonomo, invece, il paziente sottoposto a dialisi domiciliare o aquella automatizzata che si effettua di notte”.”Sarebbe importante – ha detto il Sottosegretario alla Sanità Monica Bettoni Brandani – che sicompisse una sforzo sociale collettivo per dare a questi pazienti un’alternativa alla dialisi: iltrapianto, infatti, resta ancora una soluzione per pochi, data la scarsità di donatori di organi”.