Spesso si tratta digiovani sotto i 30 anni. Le mete predilette sono Thailandia, Birmania, Filippine e Cuba. Sonoalcuni dati tratti dall’indagine esplorativa sul turismo sessuale e sulla pedofilia, dal titolo”L’infanzia negata”, promossa dalla Caritas Ambrosiana e presentata oggi a Milano. Dallaricerca risulta inoltre che “in Brasile 2 milioni di bambini si vendono, alcuni dall’età di 7 anni. InVenezuela sono 40.000. In Kenya i ‘beach boys’ di giorno elemosinano e la sera siprostituiscono. In Estonia basta una scatola di biscotti per comprare una ragazzina. InRomania ci sono 2.000 ragazzi prostituti, in Polonia 19.000 baby prostituti sono in attesa dipartire per la Germania. In Romania 2.000 bambini hanno contratto l’aids dopo essersiprostituiti. In Birmania le prostitute affette da aids vengono uccise nella più totale indifferenza”.”Per le famiglie povere – spiegano i curatori della ricerca – un bimbo può essere l’unica fonte direddito. Secondo l’Unicef, le vittime del lavoro minorile sono 50 milioni, manodopera a bassocosto facilmente rimpiazzabile. E proprio i luoghi di lavoro spesso diventano sedi direclutamento per il mercato della prostituzione infantile”. “Questa grossa sofferenza – haaggiunto don Virginio Colmegna, direttore della Caritas ambrosiana – può essere superatasolo con un rilancio dell’educazione, culturale ed affettiva. Bisogna richiamare l’opinionepubblica sulla centralità del bambino”.