Lo ha detto al Sir don Pietro Gabella, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei rom e dei sintidella Fondazione Cei Migrantes, commentando il tema del XIII convegno nazionaledell’Associazione Italiana Zingari Oggi, “Sfollati a Roma, la situazione italiana”. L’incontro, incollaborazione con l’Università di Roma La Sapienza, si terrà domani a Roma presso il camponomadi di Vicolo Savini (zona Cinodromo, ore 9,30). “Questa situazione – spiega don Gabella- riguarda un gruppo di rom che provengono dai territori della ex-Jugoslavia; alcuni di loro, giàprima della guerra si recavano occasionalmente nel nostro Paese. Dopo il conflitto, però, essisono stati costretti a rimanere. Queste persone vivevano una situazione molto disagiata nelKossovo e in Iugoslavia: come gli altri abitanti di questi Paesi, sognavano l’Italia ‘della tv’ ma,una volta nel nostro Paese, hanno incontrato grosse difficoltà. La comunità Rom in Italia,infatti, manca ancora di un equilibrio interno – questo popolo è stato ammassato in veri e propricampi profughi – ed esterno, per gli scarsi legami con la società. In questo senso, il convegnosarà l’occasione per fare il punto sulla situazione e richiedere l’intervento delle autorità italiane.La Chiesa – ha osservato don Gabella – ha modificato notevolmente il suo atteggiamentopastorale nei confronti dei rom negli ultimi 40 anni. Si può ancora fare molto ma già il fatto chepiù di 10 comunità vivano quotidianamente a contatto con i Rom, ha portato molti a modificarela propria visione cristiana, arricchendola attraverso il contatto con questo originale patrimonioculturale”. In Italia, Sinti e Rom sono circa 100.000.