Dopo 50 anni, la Comunità di Nomadelfia continua a crescere

“Il matrimonio èuna forza, la più grande forza che ci sia sulla terra, la cellula viva che costruisce il mondo”. E’quanto afferma don Zeno Saltini, fondatore della Comunità di Nomadelfia di cui ricorronoquest’anno i 50 anni, in un comunicato stampa in cui, a nome della comunità, annuncia ilmatrimonio di tre giovani coppie di Nomadelfia, che si celebrerà sabato 31 maggio, allapresenza di mons. Crescenzio Sepe, segretario della Congregazione per il Clero. “Fondatasull’amore – scrive don Saltini – e aperta al dono della vita, la famiglia racchiude in sé il futurodella società, in quanto non si può costruire nessun avvenire per l’uomo se non attraversoessa”. In questi anni, ricorda don Saltini, “più di 40 giovani hanno richiesto di entrare a farparte della nostra fraternità comunitaria”, assumendo un “impegno solenne e pubblico, chevale una vita. Non si tratta però di un voto religioso: chi resta lo fa sempre liberamente”.Questa la storia della comunità: il 19 maggio 1947, alcuni rappresentanti del gruppo PiccoliApostoli occupavano pacificamente l’ex campo di concentramento di Fossoli (Modena),abbattendo muraglie e reticolati, avendo ottenuto un primo stanziamento per trasformare ilcampo e renderlo abitabile. Il 14 febbraio 1948 viene approvato il testo di una Costituzione:l’Opera Piccoli Apostoli diventa così Nomadelfia, che in greco significa ‘La fraternità è legge’.