Gaspare Mura, filosofo, docente all’Università Lateranense così commenta le interpretazioni dialcuni quotidiani ai dati contenuti in un’ampia relazione di Roberto Cipriani sulla religiosità inItalia, pubblicata su “Studi di sociologia”, in distribuzione nei giorni scorsi. Secondo questaricerca “il 40,5 per cento dei romani non mostra particolare attaccamento alla religione” e “soloun romano su quattro segue da presso la realtà ecclesiale”.”Quando si citano i dati di una ricerca – afferma Mura – bisognerebbe non trascurare leosservazioni che li accompagnano e che sono fondamentali per la loro correttainterpretazione. Cipriani, al termine della relazione sottolinea, ad esempio, quanto persistentesia il fattore religioso nonostante qualche avvisaglia in senso contrario”. Ma quello che, adavviso del filosofo, il dato sociologoco non può rilevare é “la novità di esperienze di fede chestanno caratterizzando anche la vita della chiesa di Roma”. Questa situazione, aggiungeMura, “sfugge al rigore della statistica, proprio perché è in continuo movimento” ed è “fatta dinuove, più vive forme di aggregazioni, reticolari e più sensibili alla dimensione universale dellaChiesa”. Non mancano inoltre “risposte positive che vengono soprattutto dai giovani, coinvoltinell’esperienza del Giubileo e della missione cittadina. Non può sfuggire ad un attentoosservatore una vitalità che, anche a Roma, vincendo antiche stanchezze, sta sempre piùproponendo autentici fatti di Vangelo”.