Como: una casa di accoglienza per malati di Aids come impegno della diocesi

Si tratta di un’iniziativa confermata in questi giorni da mons. Alessandro Maggiolini, vescovo diComo, nell’ambito del congresso eucaristico diocesano che si svolgerà alla vigilia del XXIIICongresso eucaristico nazionale, (Bologna dal 20 al 28 settembre). “Il congresso diocesano -afferma mons. Maggiolini in un appello pubblicato sull’ultimo numero del settimanale delladiocesi – non può e non deve esaurirsi in manifestazioni di culto. Esso, invece, poichè rinnovala vita, deve esprimere l’impegno di tutti in opere concrete”. Per questo, il vescovo informa che”dopo lunga riflessione e confronto, ci si è orientati verso la fondazione di una casa per malatiterminali di Aids. In più, si è deciso di fornire appoggio alla costruzione di una Chiesa inCamerun e di una casa di riposo per sacerdoti anziani”.”Vorrei che non si perdesse tempo – scrive ancora mons. Maggiolini – vorrei che il sacrificioeconomico che tutte le parrocchie e i singoli fedeli offrono potesse essere presentato giàall’Offertorio della messa conclusiva del Congresso”. A questo scopo, il vescovo ha indetto perdomenica 15 giugno, in diocesi, una giornata straordinaria di raccolta delle offerte invitando ifedeli a compiere “una rinuncia che incida sul bilancio familiare e personale”. “I malati di aids -sottolinea il vescovo – meritano tutta la nostra comprensione ed il nostro aiuto”. La prima pietradella casa che accoglierà 10 malati di Aids, potrebbe essere posta nel corso del Congressoeucaristico diocesano.