Insegnanti medi cattolici: no alla balcanizzazione del Paese

Un appello atutti i docenti “che non abbiano ragioni di particolare gravità a non lasciare la scuola e a lottarecon la ragione, la cultura, il sentimento, lo spirito di ironia, per un’Italia educata e intelligente”:è stato lanciato oggi dal comitato centrale dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnantimedi). Secondo il presidente nazionale, prof. Luciano Corradini, infatti, “il Paese haparticolarmente bisogno degli insegnanti, che costituiscono una riserva di cultura e di fededemocratica, nel momento in cui si deve spiccare il salto in Europa”. Corradini richiama lapreoccupazione per le tendenze secessionistiche a cui occorre contrapporre una attuazionepiena della Costituzione che è “repubblicana, liberale, democratica, solidaristica eautonomistica”. L’Uciim segue con attenzione i lavori della Bicamerale augurandosi che essipossano dare all’Italia, insieme ad una nuova articolazione autonomistica, anche lagovernabilità. Quanto ai diversi temi della riforma scolastica (esami di maturità, autonomia,statuto degli studenti, parità, organi collegiali, riforma ordinamenti, formazione professionale),l’Uciim invita l’esecutivo a “procedere in modo equilibrato e coerente, in prospettiva sistemica,tenendo conto delle condizioni di fattibilità”. Come aggregazione cattolica, viene anche ribaditoche il Concilio Vaticano II, insieme alla Costituzione repubblica, costituisce “la costellazione divalori religiosi e civili essenziali per evitare di arenarsi nelle secche della balcanizzazionedell’Italia”.