Suicidi: sintomo di un profondo “male di vivere”

In un’intervista che appare sulprossimo numero del Sir, mons. Domenico Sigalini, responsabile del servizio nazionale per lapastorale giovanile, commentando la catena di suicidi avvenuti in questi giorni in tutta Italia.”Questi episodi – secondo mons. Sigalini – sono sintomo di un profondo male di vivere: la vita èun’avventura appassionante ma anche una grossa sfida; essa necessita di motivazioni; èquando queste vengono meno che sopravanzano le difficoltà”. Tutto questo spinge i ragazzi ariflettere sempre più sulla “solitudine, il male peggiore che possa esistere, più della morte, piùdi qualsiasi identità senza scopo. E’ così che la solitudine diventa una pena tremenda, da cuifuggire a ogni costo”. “Per far fronte a questa debolezza, i giovani hanno bisogno di adulti cheli accompagnino, che stiano al loro fianco, condividendone smacchi e disavventure, aiutandolia interpretare le loro paure e sconfitte. I ragazzi hanno bisogno di figure che insegnino loroche la vita è più importante di una bocciatura o di uno scherzo, pur pesante; che la difficoltànon è una ‘maledizione’ ma ciò che permette di crescere, di diventare grandi, sviluppando unacoscienza propria. Inoltre, soprattutto per chi crede, è fondamentale la fede in Dio Padre: dallesue braccia non si può cadere: questa è una risorsa eccezionale per stimolare l’amore allavita. Un ragazzo deve sapere che, per quante ne abbia combinate, le braccia del Padresaranno sempre pronte a riceverlo e ad aiutarlo a rialzarsi”.