“Le tariffe postali sonoaumentate, ma il Ministero delle Poste non ci ha ancora detto se il servizio di consegna dellelettere sarà sveltito o rimarrà così com’è”.A lamentarsi dei ritardi nella consegna delle lettere e degli stampati sono in tanti, ma nessunolo aveva fatto fino ad oggi con la raffinata arguzia di un settimanale di Siracusa, “Cammino”,diretto da don Alfio Inserra.In un trafiletto che appare in prima pagina, si informa che San Paolo, durante le sueperegrinazioni attraverso i Paesi del Mediterraneo, non esclusa Siracusa, inviava con le navi dipassaggio lettere ai Galati, agli Efesini, ai Colossesi, ai Tessalonicesi, ai Corinti ringraziandoper l’ospitalità goduta. Gli abitanti di Malta si son sempre lamentati, nel corso di due millenniche a loro San Paolo non abbia scritto nemmeno una cartolina. “Sono state formulate alcuneipotesi – scrive il giornale siracusano – per trovare una giustificazione a questa apparenteomissione. Tra tutte, quella considerata la più plausibile è che Paolo non abbia mancato diringraziare per l’ospitalità ricevuta, ma che abbia commesso una imperdonabile ingenuità:quella di affidare il suo messaggio al servizio postale di Siracusa durante la sua breve sostanella città aretusea sulla via di Roma. Ed allora, si chiedono i maltesi, perché non ipotizzareche la lettera paolina non sia ancora giacente in qualche luogo recondito degli uffici postalisiracusani in attesa si essere finalmente recapitata ai legittimi destinatari?