Non dimenticare gli “ultimi” nella società delle nuove tecnologie

E’ quanto hadetto al Sir Emilio Gandini, presidente nazionale della Confap (formazione professionale diispirazione cristiana), prima dell’apertura dei lavori dell’assemblea nazionale in programma nelpomeriggio di oggi a Roma. Secondo Gandini, che guida una confederazione cui aderiscono312 tra enti e centri di formazione professionale cattolici per oltre 50 mila alunni l’anno, ildesiderio di molte scuole di “specializzarsi” nei corsi di livello superiore, pur necessari, può fardimenticare la formazione di base, che rappresenta una tradizione culturale “che ha fattogrande la presenza dei cattolici in questo campo venendo incontro ai più bisognosi di cuinessuno si occupa”. Di questi temi si parlerà domani, venerdì 23 maggio (ore 10), presso lasede Confap in via della Pigna 13/a, a Roma, nella tavola rotonda a cui parteciperanno ilsociologo Michele Colasanto, presidente Isfol, il prof. Pellerey salesiano, Paolo Inghilesi (Cgil),Pietro Fiorentino (Confindustria) e Vittorio Campione (segretario particolare del ministroBerliguer). “Il problema vero – aggiunge Gandini – è che molti politici regionali compiono scelteassurde, togliendo risorse a un sistema formativo che può invece risolvere molti problemisociali ed economici. Per questo chiediamo che la formazione professionale non sia piùconsiderata una specie di ‘cenerentola’, ma che invece sia ricompresa appieno come percorsoscolastico, cosa del resto già presente negli ordinamenti di diversi paesi europei più avanzatidel nostro”.