Una”riforma alquanto formale”, ma che consente innanzitutto di “riordinare meglio le responsabilitàamministrative all’interno della Conferenza episcopale italiana”. Mons. Attilio Nicora, vescovodi Verona e presidente della Commissione episcopale per i problemi giuridici, ha illustrato aigiornalisti le novità dello Statuto Cei al termine della quarta mattinata dei lavori dell’Assembleagenerale dei vescovi in corso a Roma. Al presidente competerà “l’ordinaria amministrazione”;alla presidenza, collegialmente, quella “straordinaria”; infine, il Consiglio per gli affarieconomici potrà esprimere “parere vincolante” sulle decisioni “straordinarie” della presidenza.Per quanto riguarda la Commissioni episcopali, la lista dei vescovi candidati dovrà tenereconto delle indicazioni provenienti dalle 16 Conferenze regionali. Inoltre, il mandato di 5 annialla presidenza delle Commissioni non potrà essere prorogato per il quinquennioimmediatamente successivo. Scherzosamente Nicora ha detto che così si evita “che qualchevescovo sieda troppo in permanenza nel Consiglio permanente”. La terza novità riguarda la”valorizzazione dei vescovi emeriti”, ormai più di cento. Lo scopo, ha detto il vescovo diVerona, è quello di “offrire a chi ha lasciato il servizio della diocesi collaborazioni continuativenelle sedi della Conferenza episcopale”, soprattutto “come esperti in alcune commissioni”. Gliemeriti possono comunque partecipare all’Assemblea generale, con diritto di parola e non divoto. Altri ritocchi allo Statuto riguardano aspetti “tecnico-formali”. “Nessuna novità – ha dettoin conclusione Nicora – sull’elezione della presidenza Cei”.