L’art. 13 della leggeBassanini sulla semplificazione amministrativa ha abolito le leggi Siccardi del 1850. Questosignifica che gli enti ecclesiastici non dovranno più chiedere l’autorizzazione governativa perl’acquisto dei beni immobili. Questa novità è stata accolta con soddisfazione dai vescoviitaliani, secondo quanto ha riferito mons. Attilio Nicora questa mattina ai giornalisti. “Ci siamofinalmente liberati da un complesso di vincoli e fastidi spesso inutili”, ha commentato mons.Nicora, vescovo di Verona e presidente della Commissione episcopale per i problemi giuridici.”Fino ad oggi – ha proseguito – le nostre diocesi dovevano sottoporsi ad una proceduraobsoleta”, dettata, a suo tempo, “dal timore della ‘mano morta’, cioè dell’accumularsi dicospicui patrimoni immobiliari, soprattutto agricoli, nelle mani degli enti”. Dallo scorso 18maggio, questa procedura è superata.Quanto ai fondi dell’otto per mille, mons. Nicora non ha potuto fornire dati definitivi, perché loStato non ha ancora versato l’anticipo per quest’anno (il termine scade il 30 giugno). Tuttavia,ha riferito il vescovo, l’ammontare dovrebbe essere pari a quello dello scorso anno (935miliardi). L’importante, ha detto mons. Nicora, è che “si rinfreschi la memoria e si tengano vivele ragioni” della scelta di questo sistema, affinché “la formazione delle comunità e lasensibilizzazione dell’opinione pubblica” non vengano mai meno.