Martini:”La Bibbia ritrovi nella cultura il posto che le compete”

E’ statol’arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, ad incontrare i giornalisti, questa mattina, per laseconda conferenza stampa sui lavori dell’Assemblea della Cei in corso a Roma. Il cardinaleha riferito della relazione di monsignor Lorenzo Chiarinelli e della sua, rispettivamente sulla”Situazione della pastorale biblica nell’attuale contesto religioso e culturale” e su alcune”Proposte di pastorale biblica per un incontro vivo con Gesù Cristo”. “La Bibbia – ha esorditoMartini – non è un libro facile: alcune parti, per la nostra sensibilità, possono spaventare.Occorre pertanto elaborare un approccio al testo che tenga conto della sua complessità. Ma laBibbia – ha precisato l’arcivescovo di Milano – è uno specchio della storia: non è solo un librosapienziale, ma un libro forte, di passioni”. Anche per questo, la Bibbia deve “ritrovare nellacultura il posto che le compete”. Per troppo tempo le Sacre Scritture sono state lette poco eaddirittura “confinate anche nelle biblioteche ecclesiastiche”. Ancora, a giudizio di Martini, nonsi è compreso che i testi biblici “sono parte della letteratura mondiale e che andrerebbero lettie studiati a scuola e non solo durante l’ora di religione”. A questo proposito, il cardinale haanche ribadito la sua idea di portare a due le ore settimanali dell’insegnamento della religione,come accade in altri Paesi europei tipo la Germania”. A proposito dell’esperienza della”Cattedra dei Non Credenti”, avviata da alcuni anni a Milano, Martini ha riferito del grandeinteresse suscitato tra i milanesi, praticanti e soprattutto “lontani”, ed ha anche aggiunto chenon solo molte diocesi italiane hanno adottato questo sistema, ma addirittura in Svizzera,Svezia e in alcune Chiese protestanti ora si propongono “cattedre” di questo genere. “Possoassicurare – ha aggiunto – di migliaia di cammini, soprattutto di giovani, che sono partiti da quiper arrivare a ‘forti’ scelte di vita anche al s ervizio della Chiesa”.