Le scuole superioricattoliche francesi hanno pubblicato un “libro bianco” con il quale denunciano disfunzioni earretratezze nella legislazione e nelle modalità di finanziamento delle scuole non statali inFrancia. Secondo quanto riferito dal quotidiano “Le Monde” di oggi, le scuole cattolichefrancesi chiedono che venga riformata la legge che regola i loro rapporti con lo Stato, cherisale al 1895. E chiedono maggiori finanziamenti. Come è noto, infatti, in Francia vige unsistema di finanziamento pubblico delle scuole non statali. Ogni anno il Parlamento stabiliscequanto le scuole non statali debbano ricevere dallo Stato. In media viene data una cifra dicirca 7 mila franchi all’anno per ciascun alunno, pari a circa 2 milioni. Ma le scuole cattolichefrancesi affermano che un alunno costa dai 20 mila ai 60 mila franchi l’anno. Perciò chiedonofinanziamenti più consistenti. “Noi partecipiamo pienamente alla missione di servizio pubblicodell’insegnamento superiore. – afferma padre Patrick Valdrini, direttore dell’Istituto cattolico diParigi – Ma ci troviamo di fronte una serie di ostacoli che impediscono l’esercizio della libertà diinsegnamento”. L’insegnamento superiore cattolico in Francia conta circa 50 mila studenti,pari al 2% del totale degli studenti. Comprende i cinque istituti di Angers, Lille, Lione, Parigi eTolosa, che fanno capo all’Unione degli istituti di insegnamento cattolico (Udesca), e 26 scuoledi commercio, ingegneria e agronomia, riunite nella Federazione delle scuole superiori diingegneri e dirigenti (Fesic).