Lo haaffermato il Cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, intervenendo ieri a Bologna alconvegno “Ragione e salvezza”. Analizzando le complesse tendenze filosofiche della nostrasocietà, caratterizzata da una spiccata “frammentazione della realtà” e da un atteggiamento di”eterogeneità soddisfatta”, il cardinale Biffi ha affrontato invece il problema della “molteplicitàdelle cose”. Ed ha individuato così un “dilemma ineludibile”: “O l’universo è costituito da uncongerie di singolarità nelle quali sussiste senza necessari legami con il resto della realtà – hadetto – , oppure è un tutto compaginato e unificato in un disegno, al quale le cose sonointrinsecamente ordinate”. Si aprono allora due prospettive: o si fa “credito all’assurdo, cioèalla contraddizione di istituire rapporti con le singole realtà, negando la realtà di ogni rapporto”;oppure si fa “credito al mistero, cioè all’esistenza di una realtà concreta e universale nellaquale tutti i frammenti si compongono e si unificano come elementi di un solo progetto”.L’arcivescovo di Bologna ha indicato un termine, “unitotalità”, per spiegare l’unità di tutte lecose in Cristo. Dal mondo emerge una richiesta, in particolare: “L’uomo cerca e postula che cisia un principio unificante di tutto – ha affermato – diversamente tutto si spezzetta e sibanalizza; ed egli si sente scompaginato e perso. L’evento cristiano è appunto la risposta diDio a questa fondamentale domanda dell’uomo”.