I giovani di oggi e la paura “di non farcela”

La società supertecnologica, conInternet, realtà virtuale, satelliti e telefoni cellulari, non è “liberatoria” per i giovani. Anzi, fapaura alla maggior parte di essi. E’ quanto ha riferito Ernesto Olivero, fondatore e presidentedel Sermig (Servizio Missionario Giovani) di Torino, impegnato nella marcia della pace “687Km di speranza”. Secondo Olivero, ieri a Roma per una tappa di questa marcia che siconcluderà a Gubbio il 25 maggio, “la maggior parte dei giovani ha paura di cominciare avivere in proprio sganciata dalla famiglia, ha paura di essere sconfitta prima di diventaregrande, di non farcela a crearsi un posto in un mondo che non è il luogo della vita, ma unnemico che inghiotte”. Lo studio sulla realtà giovanile è stato effettuato nel “Pellegrinaggiodella speranza” dello scorso anno, che ha permesso di contattare più di 300 mila giovani. “Lapaura dei giovani – ha aggiunto Olivero – è paura del futuro, dell’inutilità dello studio, diinventare, di rischiare, di impegnarsi. Questa paura è un dato di fatto molto inquietante”. Perquesto il fondatore del Sermig ha posto domande a politici, educatori, uomini di Chiesa: “Se igiovani hanno paura del mondo che abbiamo collaborato a costruire, in che cosa abbiamosbagliato?”. Il Sermig è sorto 33 anni fa facendo la scelta preferenziale per i giovani in disagio.Da allora ha dato vita a varie iniziative (Scuola internazionale di restauro, Accademia di studimusicali, Laboratorio delle idee), oltre a innumerevoli interventi di assistenza.