Il Papa in Libano: per il mondo un grande segno di speranza

“Un segnoconcreto di quella speranza vera che Cristo può portare anche dove c’è la guerra, la divisione,l’odio”. E’ quanto si legge nella nota settimanale del Sir dedicata al viaggio del Santo Padre inLibano. “Come sempre Giovanni Paolo II ha guardato avanti, ha saputo parlare a tutti, nonnascondendosi la realtà del conflitto, delle divisioni, presenti anche nello stesso mondocattolico, fedele al suo impegno di aprire, di spalancare le porte a Cristo. Emergono due temi.Il primo è la capacità del Papa di parlare a tutti i libanesi, stimolando la loro identità, senzafarsi risucchiare nel complesso gioco diplomatico tra Israele e la Siria. Ai giovani ed a tutti ilibanesi il Papa ha dimostrato ancora una volta che la fede e la libertà religiosa sono il presidiopiù sicuro per la libertà e l’identità di un popolo. Sono parole che acquistano una concretezzaancora maggiore guardando al Giubileo ed al percorso che il Papa indica per avvicinarsi al2000. E’ il secondo punto emerso dal viaggio che Giovanni Paolo II ha potuto fin qui realizzarein un ‘paese biblico’: della Terrasanta il Libano presenta infatti molti problemi”, essendo anche”straordinario crocevia di popoli, di storie, di culture, di fede. Così il cammino procede: le tappedi Sarajevo e Beirut, questi due ‘viaggi impossibili’ felicemente compiuti, incoraggiano adandare avanti”.