Comece: ‘Gettare un ponte spirituale per unire i popoli’ (2)

“L’allargamento -proseguono i vescovi – richiede decisioni difficili, in un momento in cui la congiunturaeconomica e sociale è poco favorevole nella maggior parte dei Paesi membri”. Occorreprendere “decisioni difficili” che richiedono “coraggio da parte degli uomini politici, ma questedecisioni non si manterrebbero a lungo senza il più vasto consenso dei cittadini: la qualità deldialogo tra i cittadini e i responsabili politici costituisce un test importante per la vitalità dellenostre democrazie”.Nel documento i vescovi sottolineano in particolare la necessità di “gettare un ponte spiritualeper unire i popoli: senza di esso l’allargamento dell’Unione non può realizzarsi davvero.Finora, un tale ponte non si è ancora sufficientemente stabilizzato. Tra gli uomini dell’Est edell’Ovest, esso non può essere il risultato solo delle politiche; i Governi non possonocontribuirvi che indirettamente: riconciliazione e comprensione, amicizia e stima nei confrontidelle altre identità culturali non si comandano infatti dall’alto. Esse crescono a poco a poco, apartire dagli incontri concreti tra persone e comunità dell’Est dell’Ovest. Noi consideriamo -concludono i vescovi – la collaborazione a questo compito come un contributo naturale delleChiese all’unificazione del continente”.