Lo ha ricordato mons. Karl Lehmann, vescovo di Mainz, intervenendo stamane al congressointernazionale sulle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata in Europa, in corso fino al 10maggio a Roma. “Dio – ha osservato il vescovo – chiama per nome ogni uomo e questo valeanche per il bambino non ancora nato nel seno materno. Dà ad ogni nascituro il suo Sì, il suoriconoscimento, la sua dignità e questo costituisce un particolare arricchimento per qualsiasipastorale delle vocazioni. Fin dall’inizio della vita umana, Dio chiama ciascuna persona ad unpiano di vita personale e particolare”. Secondo mons. Lehmann, la vocazione “è un attod’amore di Dio” che attende una risposta, “un dialogo a due tra Dio che all’inizio prendel’iniziativa e l’uomo che in seguito deve rispondere. La Sua chiamata arriva con una tale forzache se l’uomo non risponde, finirebbe per essere rotto, spezzato”. Le storie della vocazionipresentano, secondo il vescovo di Mainz, un tracciato comune: “l’allusione ad una situazionedi necessità, l’incontro, l’impegno nella missione, l’opposizione, la garanzia di un sostegno edinfine un segno visibile di Dio che convalida la sua Parola”. “Si tratta – ha aggiunto mons.Lehmann – di un radicale processo di cambiamento che fa dell’uomo autonomo, un docilemessaggero di Dio”.