Lo ha detto il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, nell’omelia tenuta ieri, inquesta città, in occasione della festa del lavoro. Il cardinale ha osservato “oggi siamo alleprese con un cumulo di difficoltà quasi inestricabili”, ma “quando i giorni si fanno sbandati enebbiosi, la cosa più urgente da fare è rendere più nitida la nostra identità cristiana”; infattiessa “si delinea con tanto maggiore evidenza quanto più cresce in noi la conoscenza delSignore Gesù, come unico Salvatore del mondo, la conoscenza della realtà santa esantificante della Chiesa, dell’uomo e della sua dignità inalienabile, alla luce della veritàevangelica”.”Tra le varie preoccupazioni dei nostri giorni – ha osservato il cardinale – ce n’è una chedovrebbe essere particolarmente pungente per ogni coscienza cattolica: quella della scuola.L’Italia non potrà essere un Paese democratico fino che non sarà consentito ai lavoratoricattolici di dare ai loro figli un’educazione secondo le proprie convinzioni”. Secondo ilcardinale, però, “il doveroso intervento economico dello Stato a favore delle scuole cosiddetteprivate deve trovare le forme operative più idonee perché anche questo atto di equità non sirisolva di fatto in una ulteriore e più deprecabile invadenza statalista”. Inoltre, con riferimentoall’intera scuola italiana, il cardinale ha espresso l’auspicio che “i programmi siano concordatinel rispetto di una ragionevole libertà e non siano frutto di imposizioni verticistiche”.