DonElvio Damoli, direttore della Caritas italiana, sull’ultimo numero di “InformaCaritas”, organo dicollegamento tra le Caritas diocesane italiane, lancia un appello a “rompere la cortina disilenzio che sembra essere scesa sulla regione dei Grandi Laghi”. Tutta l’area dei GrandiLaghi, afferma il direttore della Caritas italiana, “purtroppo sembra non trovare pace, tanto chepuò, a mio avviso, essere definita ‘Balcani d’Africa’. L’est dello Zaire è in fiamme, 500 milarifugiati ruandesi muoiono in silenzio nella foresta pluviale del fiume Congo, i ribellidell’Alleanza avanzano, la controffensiva di Mobutu è appoggiata dai mercenari, migliaia dicivili sfollati, problemi di nazionalità irrisolti alimentano le sette mistico-guerrigliere”. Eppure siparla sempre meno di questa crisi. Il dramma della regione dei Grandi Laghi ha persol’attenzione dei mass media. Perciò, spiega don Damoli, la Caritas italiana, in collaborazionecon Amnesty International, ha lanciato la campagna “Africa, morire di silenzio”. La campagnadenuncia anche il fatto che “molti continuano a fornire le armi che uccidono civili inermi acentinaia di migliaia” e sollecita l’opinione pubblica a mobilitarsi per chi soffre in Ruanda,Burundi, Zaire, Tanzania. Aver lanciato questa campagna “insieme ad un organismo laico”,nota don Damoli, “vuole essere un tentativo di rafforzare il messaggio e ampliarne idestinatari”.