Dubbi e perplessità sulle modalità di accoglienza dei profughi albanesi

Mentre si stanno valutando a livello governativo nuove forme di soccorso e intervento perlimitare l’arrivo in Italia di profughi dall’Albania, dubbi e perplessità si levano anche da realtàdel mondo cattolico. Secondo Carlo Costalli, presidente del Consiglio nazionale del MovimentoCristiano Lavoratori (Mcl), “il Governo non è riuscito a porre in atto tutte le misure tese adimpedire un’immigrazione di dimensione straordinaria, scaricando sulle organizzazioni delvolontariato e sugli enti locali il peso dell’accoglienza e dimostrando quanto meno incapacitàorganizzativa”. Costalli ha anche ricordato l’appello lanciato nei giorni scorsi dall’arcivescovometropolita di Albania, mons. Fran Illia, che ha chiesto alla comunità internazionale di “salvarel’Albania: la nostra terra è ormai allo stremo – ha detto mons. Illia – abbiamo pane per pochigiorni”.Da Savona giunge invece notizia della presa di posizione della Caritas diocesana, che hascritto al prefetto Tolu, esprimendo “non poche perplessità” riguardo al modo con cui si stapredisponendo l’accoglienza di circa 400 profughi. La Caritas ritiene negativo che venganotutti concentrati in un unico comune e suggerisce di suddividerli in una decina di gruppi, peralleviare i disagi e i prevedibili problemi di ordine pubblico.