Perchè avere paura della scuola cattolica?

E’ la domanda posta da mons.Cesare Nosiglia, Vicegerente di Roma e presidente del Consiglio nazionale della Scuolacattolica, di recente istituito dalla Cei, nel messaggio inviato al Padri Scolopi che festeggiano ilIV Centenario della prima scuola pubblica popolare gratuita d’Europa (fu fondata a Roma daS. Giuseppe Calasanzio in Trastevere nel 1597). Nosiglia si chiede: “Perchè emarginarla eimpedirle di svolgere il suo servizio? La scuola cattolica non chiede privilegi o corsiepreferenziali, non intende contrapporsi alla scuola statale, ma solo di poter essere messa ingrado di continuare ad offrire il suo contributo culturale ed educativo alla scuola di tutti,soprattutto dei più poveri”. Il tema della parità scolastica sta a cuore alla Cei. Dice ancoraNosiglia: “Le riforme scolastiche in atto segnano un decisivo passo in avanti per rinnovare lascuola, ma esigono e sollecitano da parte di tutte le componenti della società un impegnosolidale e uno sforzo congiunto di risorse culturali, politiche, economiche e sociali”. Anche laFism (scuole materne cattoliche) ritiene che sia urgente dare vita a un “sistema scolasticointegrato” in cui tutte le componenti formative abbiano la loro giusta valorizzazione. Ne parla ilsegretario nazionale Luigi Morgano in un editoriale della rivista “Prima i bambini”, intitolato”L’autonomia per restituire la scuola statale al servizio della crescita delle nuove generazioni”.