Lo ha detto oggi al Sir, don NikPace, direttore della Caritas d’Albania, commentando la polemica in corso in questi giorni, aseguito dell’arrivo di migliaia di profughi albanesi nel nostro Paese. “Di fronte a questo vero eproprio esodo – ha osservato don Pace – è ovvio che alcune forze politiche e partedell’opinione pubblica scorgano una possibile minaccia per l’interesse del proprio Paese. Manon è così. Semmai, occorre far capire agli albanesi che la loro presenza in Italia è solomomentanea, dovuta alla situazione di emergenza. Si tratta di uomini giovani e dunque diforza lavoro che deve tornare in Albania per ricostruirla: dunque, il rientro è necessario. Inquesto senso – secondo il direttore della Caritas – è importante il ruolo che può essere svoltodalla Chiesa. Essa rappresenta ancora una grande forza morale in Albania e nonabbandonerà il suo popolo”.Don Pace ha ribadito che “i profughi albanesi non sono tutti dei malavitosi, anche se tra diloro, come peraltro in ogni popolo vi possono essere ‘mele marce’ “. Purtroppo – ha aggiunto -“i media presentano un quadro più fosco di quello reale, proprio per la tendenza abituale adaccentuare tutto ciò che non va. Comunque, al più presto sarà disposto il rientro di tutti iprofughi, Toccherà allora alle Ong operanti nel Paese, insieme alla Caritas, svolgereun’efficace opera di accoglienza e di distribuzione degli aiuti e fornire assistenza pastorale esolidarietà nella ricostruzione”.