Una ricerca dell’università salesiana su giovani e religiosità

“La stragrandemaggioranza dei giovani dichiara di credere in Dio”. E’ una delle conclusioni che emerge dallaricerca sull’esperienza religiosa dei giovani italiani curata dall’Istituto di teologia pastoraledell’Università Pontifica Salesiana di Roma. La ricerca, che verrà presentata domani a Roma(Istituto Salesiano S. Cuore, ore 16,30), è stata coordinata dal prof. Mario Pollo: sono stateraccolte circa 120 storie di vita di ragazzi di due fasce d’età: tra i 15 e i 18 anni e tra i 24 e i 26anni. Ci si è proposti, affermano i curatori, “di pensare all’esperienza religiosa come al tessutoconnettivo di tutte le esperienze di una persona, una specie di filigrana sotterranea che tutte leorienta e le informa. La presenza o l’assenza di questa esperienza si manifesta nel modo dipensare alla vita e alla sua qualità”. “Per buona parte di questi giovani – risulta dalla ricerca – lacredenza in Dio rimane circoscritta alla sfera personale e non conduce a forme di praticareligiosa condivise con altri. Questo disegna una religiosità tutta centrata sulla percezione deipropri vissuti come fondamento veritativo dell’esperienza religiosa. Questi giovaniappartengono normalmente al gruppo degli intervistati che non partecipa ad alcunaesperienza di Chiesa”. Dunque, “il problema pastorale in Italia non è costituito dalla noncredenza dei giovani in Dio o dal rifiuto aprioristico della religione, bensì dal modo dei giovanidi pensare e di porsi in relazione in Dio”.