“Ma si può anche decidere di pensare, e di porsi il problema della libertà. Lo hadetto con chiarezza il cardinale Ruini, in apertura del Consiglio permanente della Cei,sostenendo che porsi il problema non limita le potenzialità di sviluppo economico etecnologico. Al contrario. Aumenta le energie e le risorse, perché permette di essereresponsabili verso il futuro, non limitandosi al presente, all’orizzonte sempre insoddisfacentedella materia e del possesso. Siamo così alle radici vere della civiltà occidentale pervasa diumanesimo cristiano. Ha detto il card. Ruini che per la Chiesa la libertà del soggetto umanonon ha il suo principio soltanto in sé stessa, ma trova invece il suo fondamento e la suaconsistenza nella realtà dell’uomo, che egli non si è dato e che non può negare o stravolgere.Inoltre, questa realtà e la stessa libertà sono per loro natura sociali e “relazionali”, crescono eprosperano nell’interazione e collaborazione tra i molti soggetti umani, che è necessità di vitaper tutti e per ciascuno. Per questi motivi, “non soltanto le norme morali, ma anche le leggicivili – che pure giustamente non coprono tutto l’ambito della moralità – non possono nonessere attente a quei valori, rapporti e collegamenti che sono la condizione concreta dellacrescita del soggetto, al di là del fatto che si abbia o non si abbia una diretta lesione dellalibertà altrui”. Sono parole un po’ difficili. Ma definiscono con chiarezza l’esigenzafondamentale, e non solo da un punto di vista cristiano. Di fronte ai progressi tecnologici escientifici bisogna riappropriarsi della libertà come fondamento di una società in cui la personaabbia dignità e valore. E occorre che tutti abbiano il coraggio di pensare. Se è vero (come èvero) che la vera differenza tra le persone sarà sempre più quella tra chi pensa e chi nonpensa”. (segue)