Secondoil Ministro della Pubblica Istruzione, Luigi Berlinguer, “nella contrattazione delle questioni diportata generale che si trova oggi a dover affrontare il governo, la questione della paritàrischia di diventare ‘un vaso di coccio’ tra quelli di ferro”. Per evitare questo pericolo, haaffermato il ministro nel corso del convegno ecclesiale su “Sussidiarietà e nuovi orizzontieducativi: una sfida per il rapporto famiglia-scuola”, “occorre un nuovo approccio allaquestione della parità, sulla quale c’è uno stallo che dura da troppo tempo”. Il mondo cattolico,secondo Berlinguer, dovrebbe fare “una rigorosa e spietata analisi” sulle cause per cui “unamaggioranza politica solida, che ha governato per 40 anni, portando l’Italia in Europa e tra leprime potenze mondiali, su questa questione non è riuscita ad andare in porto”. Il motivoprincipale, per il Ministro, è che “sulla politica scolastica in Italia è stata più forte l’azione diveto che quella di accordo. Si sono fronteggiate due grandi culture politiche, e il risultato èstato un compromesso di basso profilo, fatto della somma di due ‘no’. Se non togliamo questaspina, non avremo mai la legge sulla parità”. “Un uomo che nella sua logica è coerente”: cosìdon Vincenzo Zani, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, hadefinito Berlinguer, il quale “ha sempre sostenuto l’efficacia di una strategia in cui prioritaria èl’affermazione dell’autonomia, come premessa e fondamento della parità e della riformacomplessiva del sistema scolastico”. Sulla parità, tuttavia, “l’ attesa del mondo cattolico ètroppo alta, c’è un’ impazienza legata anche a motivi di sopravvivenza. Su questo punto, ilministro non si è voluto sbilanciare: il suo invito all’attesa è strategico e tattico, anche se per luila legge sulla parità è un obbligo morale”.