“Ilsilenzio calato sulla vicenda degli ospiti degli ex-ospedali psichiatrici fa paura tanta quanta nefa il continuo ripetersi di fatti delittuosi, causati da portatori di turbe psichiche che vengonosistemati erroneamente nelle famiglie”. Lo dice Franco Previte, dell’associazione “Cristiani perservire”, che da tempo si batte per trovare soluzioni alternative alla semplice chiusura, volutadalla legge, dei “manicomi”. Il provvedimento, scattato dal 1° febbraio scorso, ha visto nelleUssl più preparate l’istituzione di strutture di accoglienza più piccole e decentrate. Pare cheperò siano poche quelle in situazione ottimale. La gran parte per ora ha prorogato localmentele chiusure, inviando nelle famiglie o in comunità di accoglienza i malati meno gravi. SecondoPrevite, “come dimostrano i gravi fatti di questi giorni, con omicidi e suicidi a ripetizione, lascelta di rispedire i malati nelle famiglie, o di lasciarveli, non appare adeguata, perchè questesono un presidio per modo di dire, senza cure, prevenzione o protezione adeguate. In unprossimo futuro, col chiudersi definitivo degli ex-manicomi, è prevedibile che i fatti eclatanti acui la cronaca quotidianamente ci ha abituati, aumenteranno”. Un ennesimo appello – dicePrevite – è di rivolgersi al buon senso dei legislatori perchè trovino soluzioni più confacenti allaaccertata, anche se latente gravità di molte delle turbe di cui soffrono i ricoverati negli ex-manicomi”.