E’ uno dei datiche emerge da un’inchiesta condotta nei mesi corsi su un campione di 400 insegnanti egenitori appartenenti ad associazioni cattoliche. Del sondaggio si discuterà nel corso delconvegno ecclesiale su “Sussidiarietà e nuovi orizzzonti educativi: una sfida per il rapportofamiglia-scuola”, che si apre oggi a Roma, promosso dagli Uffici Cei per la pastorale dellafamiglia e per l’educazione, la scuola e l’università. Il quadro che scaturisce dal sondaggiodescrive, affermano i curatori, “incomunicabilità e chiusura corporativistiche, un dialogo frasordi in cui le famiglie pensano di risolvere i problemi delegando l’educazione dei figli allascuola, mentre l’istituzione scolastica tende ad imporsi dall’alto con il peso della suaburocrazia, lasciando poco spazio ai genitori e sciorinando direttori” in alcuni casi “ottusi einsegnanti malpagati e demotivati. Tutto ciò a fronte di una serie di indicazioni teoriche cheauspicherebbero la complementarietà tra scuola e famiglia, investite di compiti diversi ma difinalità educative analoghe. Il 60% degli intervistati insiste” comunque “nel ribadire la necessitàdi un coinvolgimento più attivo dei genitori, con colloqui frequenti insieme ai docenti, incontriformativi specifici e una ripresa degli organi collegiali. Al 24,2% degli intervistati piace invecel’idea di promuovere l’associazionismo tra genitori, così da intervenire con più efficacia suiprogrammi”.