Al momentonon dispone di notizie dirette provenienti dall’Albania nemmeno l’associazione “Aiuto allaChiesa che soffre”, l’organismo internazionale che da 50 anni si occupa di sostenere le Chiesedei paesi ex-comunisti o usciti da situazioni di guerra e dittatura. La dott.ssa Elvira Zito, delSegretariato italiano di Acs, riferisce che al momento dai vescovi albanesi con cuil’associazione è in contatto non sono giunte particolari segnalazioni, il che tuttavia nonsignifica che non vi siano problemi per le strutture cattoliche del paese. In Albania, Acsfinanzia soprattutto la ricostruzione degli edifici adibiti all’attività pastorale e la motorizzazionedi preti e religiosi che si stanno impegnanto per una ripresa delle iniziative catechetiche eformative delle popolazioni. A Scutari è in costruzione il seminario interdiocesano, mentre i120 seminaristi sono alloggiati provvisoriamente in un ex-edificio scolastico che dovrà essererestituito allo stato. Inoltre è ancora grande il bisogno di mezzi di trasporto per l’apostolato, inparticolare di tipo “fuoristrada”, date le pessime condizioni delle strade albanesi: sono infattiasfaltate soltanto 3000 dei 18000 km percorribili. Finora Acs ha già donato a preti e catechistiin Albania una ventina di jeep.