Giovani e lavoro: poco applicata la legge sicurezza in azienda

La legge perla sicurezza nei luoghi di lavoro (626/94) è pochissimo applicata e altrettanto scarsamenteconosciuta dai lavoratori, specie dai più giovani: è quanto emerge dalla ricerca nazionalecondotta dalla Fondazione Corazzin in collaborazione con la Gioc (Gioventù operaia cristiana),su cui oggi a Sesto S. Giovanni, presso la sede sindacale Cgil, Cisl, Uil, si sta svolgendo ilconvegno “Salviamoci la pelle!”. “Sono oltre 900 mila i casi di infortuni e malattie professionaliche ogni anno si verificano in Italia – dice al Sir don Raffaello Ciccone, direttore della Pastoraledel lavoro diocesana – e questi sono solo i casi denunciati. E’ assurdo che si immolinosull’altare della produzione tante vive umane”. Massimiliano Colombi, responsabile dellericerche della Gioc, sottolinea che “è necessario collegare la dimensione del rischio sul lavoroa quello nel tempo libero dei giovani (stragi del sabato sera, lanci di ogge, comportamentipericolosi ed autolesionistici). Si tratta di aspetti evidenti anche statisticamente – afferma – enostro compito è attuare interventi formativi ed educativi per prevenire il più possibile talirischi”. Per Daniele Marini, curate della ricerca per la fondazione Corazzin, benchè il 70% deigiovani si dica soddisfatto del proprio lavoro, “impensierisce il fatto che il 51% di essi ritengache la 626 è inapplicata e il 32% non la conosce. “Bisogna effettuare controlli seri – aggiungedon Ciccone – ma senza costringere alla chiusura le aziende che non rispettano la legge.Altrimenti avremmo comunque un danno sociale ed umano: la disoccupazione”.