Giovani e lavoro: dalla disperazione alla speranza?

“Ai giovani bisogna offrireopportunità, non dare garanzie, che oggi non possano essere date. Chi offre garanzie offreassistenzialismo, e cioè il contrario dello sviluppo, il contrario di quello di cui i giovani oggihanno bisogno”. Lo ha detto Carlo Borgomeo, Presidente della società per l’ImprenditorialitàGiovanile, intervenendo oggi a Verona, alla terza Giornata di `Job 97′. “Dal 1986 ad oggi – haaggiunto Borgomeo – all’Imprenditorialità Giovanile sono pervenuti 5.500 progetti e ne sonostati approvati 1.200, circa il 28 per cento. Eppure, soprattutto al Sud, permane una mentalitàdi sospetto e di sfiducia: spesso c’è chi teme che il proprio progetto non venga approvatoperché non appoggiato da nessuno”.Luigi Bobba, coordinatore di `Job’ e vice-presidente nazionale delle Acli, ha annunciato ilproposito di “presentare un emendamento alla legge finanziaria perché le spese delle famigliee dei lavoratori che vogliono investire in formazione siano deducibili dal reddito. Il nuovo Statosociale – ha aggiunto Bobba – non dovrà essere incentrato prevalentemente sulla previdenza,ma riorientato alla famiglia, alla formazione e ai giovani”. Bobba ha anche ribadito l’opportunitàdi “considerare il Terzo Settore come canale di sviluppo occupazionale” chiedendo che “con laprossima Finanziaria venga sostituito un Fondo per lo sviluppo delle imprese sociali, che oggisono addirittura svantaggiate rispetto alle altre”.