Mani Tese: “ridare potere al controllo politico sulla finanza mondiale”

E’questa la conclusione a cui sono arrivati i circa 1200 partecipanti, al termine del convegnopromosso in questi giorni a Firenze dall’associazione Mani tese su “La sfida di Noè. Approdaread un nuovo ordine economico internazionale”. A tracciarla è stato Riccardo Petrella, docentedi economia all’Università di Lovanio e presidente del Gruppi di Lisbona. “Durante questoincontro – ha detto l’esperto di Mani Tese – è emersa una constatazione molto chiara: non èpossibile che i possibili futuri dei popoli siano determinati esclusivamente dai mondi dellamoneta e della finanza mondiale come invece, dappertutto e non solo in Europa, staaccadendo. E’ arrivato il tempo di delegittimare i comandamenti delle tavole del mercato”, chesi basano sulla corsa al profitto ad ogni costo, a danno, però, di una sempre più crescentefetta di emarginati. Se, dunque, ha detto Petrella, “il primo compito è quello di reinventare ilruolo dello Stato”, l’obiettivo finale è “creare ricchezza comune”. Il mondo – ha osservatol’esperto di Mani Tese – non è mondo quando c’è gente che non ha acqua potabile, non hacasa, scuole e ospedali. Occorre, allora, mettere un moto un’altra ricchezza dove i valoridell’amicizia, della solidarietà e dell’amore abbiano piena cittadinanza e dove il capitale nonsia scambiato con altro capitale”. DI fronte alle conseguenze “discriminanti” dellaglobalizzazione, ha aggiunto Petrella, occorre “ridare potere reale e legittimo a chi neiprocessi del mercato mondiale non riesce ad entrare”. (segue)