“In questi ultimianni la ricchezza si è moltiplicata per 7″, ma appartiene solo all 20% della popolazionemondiale”. E’, questa, “solo una delle contraddizioni più evidenti della globalizzazione”, hadetto Paolo Ceratto, funzionario delle Nazioni Unite esperto in politiche di sviluppo, mettendoin evidenza, “di fronte alle statistiche spettacolari della globalizzazione, l’enorme fetta diesclusi dal mercato e da qualsiasi produzione e consumo”. “Ci inventiamo – ha affermatol’esperto – delle vere e proprie acrobazie contabili per fare tornare i conti. Si approvano tagli efinanziarie e si concordano compromessi. Eppure, quando si vuole fare la guerra del Golfo, siarriva subito a spendere un miliardo di dollari al giorno”. Partendo da queste considerazioni,Ceratto ha tracciato alcune linee di intervento: “Se la globalizzazione è una strada sullaquale già camminiamo, spetta a noi sollecitare una ricomposizione delle frammentazioni eingiustizie che la rendono una trappola senza vie di uscita. Gli Stati, perciò, devono proporsicome ‘cucitori’ di una architettura globale più unitaria e meno discriminante”. Perché ciò sirealizzi, Ceratto ha proposto di “trasformare gli aiuti allo sviluppo in investimenti per losviluppo, a partire della educazione”.