E’ quantochiede l’Associazione italiana genitori (A.Ge.), in margine alla volontà del governo di introdurrel’educazione sessuale nelle scuole. L’A.Ge, in una nota, si dichiara favorevole al fatto “che lascuola sia coinvolta nell’educazione sessuale, quale dimensione importante della personaumana, purché sia svolta secondo gli indirizzi già indicati nell’ultimo progetto di leggedepositato da tempo alle Camere”. In particolare, l’A.Ge. chiede “che l’informazione sessualenon diventi una disciplina separata, ma rappresenti una sensibilità e un’attenzione di tutti idocenti nello svolgimento dei nostri insegnamenti”; che “nel progetto educativo di istituto sianodichiarati chiaramente i criteri valoriali di riferimento di tale insegnamento, specie in riferimentoa comportamenti ed atteggiamenti affettivi e sociali”; infine, che “tali criteri trovino il consensopreventivo dei genitori, che siano coinvolti in un settore formativo così decisivo per la crescitaintegrale dei ragazzi”. Sullo stesso argomento interviene anche l’Associazione genitori scuolecattoliche (Agesc), facendo presente che “alla mancanza di considerazione e perciò di rispettovero la persona e la dignità umana si risponde con l’educazione sessuale”. Nel nostro Paese,dice Stefano Versari, presidente dell’Agesc, “c’è bisogno di ambiti capaci di educare all’unità eall’integralità della persona umana. C’è bisogno di educazione e non di istruzioni per l’uso. Nonsi può ridurre l’educazione all’informazione specialistica. La sessualità non è un ‘pezzo’ dellapersona: è grazie a questa riduzione che nascono le devianze”. L’Agesc si dichiarapreoccupata per “un persistente dirigismo scolastico fondato strumentalmente sulleemergenze. Al Paese serve una scuola di libertà, serve una società civile capace di produrrescuola”.