Preti e laici: Brasile, le suore mandate dal Vescovo in parrocchia

In occasionedella presentazione dell’Istruzione interdicasteriale “Su alcune questioni circa la collaborazionedei fedeli laici al ministero dei sacerdoti” , che si è tenuta questa mattina in Vaticano, MadreMaria Antonia Azcune, coordinatrice del Vicariato episcopale per le Religiose dell’Arcidiocesidi San Sebastiano di Rio de Janeiero, ha raccontato l’esperienza di due parrocchie del nordest del Brasile, che nel 1965 sono state affidate dal Vescovo, a causa della mancanza disacerdoti, a due comunità di religiose. Alle parrocchie era stata naturalmente assicurata lapresenza di un parroco alla domenica per la celebrazione eucaristica e l’amministrazione deisacramenti. Il successo della missione, che è stata poi ripetuta nel corso degli anni, dipende,secondo madre Maria Antonia, da tre condizioni fondamentali. La prima, è che il vescovoincarichi sempre e solo la Superiora maggiore della Congregazione. La seconda: “E’ ilvescovo che conferisce la missione. La comunione effettiva ed affettiva con il vescovo (nonsolo con il parroco domenicale o altro sacerdote) garantisce – ha spiegato la religiosa – che illavoro si svolga nel nome della Chiesa”. Il terzo punto è il “segreto della pastorale” e cioè “lafedeltà e l’ubbidienza al Magistero del Papa”. Per Madre Antonia “Le esperienze carenti anchedi uno solo di questi predetti elementi si rivelano deviate e si perdono nella ideologizzazione,inoltre dividono il popolo di Dio, induriscono i cuori, anche quello delle stesse suore, e fannoregistrare una progressiva perdita di carattere della Chiesa”.