“Nel lento processo di rinnovamento che hapreso il via dopo il Concilio Vaticano II, anche la vita consacrata si trova a dover attraversareun difficile guado e ad interrogarsi sul futuro”. Lo ha detto padre Amedeo Cencini, aprendooggi, a Loreto, l’incontro lauretano sulla vita consacrata sul tema: “Obiettivo prioritario delGiubileo: suscitare un vero anelito alla santità”. Rivolgendosi ai 400 partecipanti, tra religiosi ereligiose, padre Cencini ha detto che “la vita consacrata è progetto proveniente dall’alto, è unascuola di carità, è un fondo immenso di solidarietà senza il quale la Chiesa non sarebbe sestessa”. Due attenzioni, per il relatore, sono necessarie nel periodo di transizione verso il terzomillennio: “Non solo testimoniare l’amore di Dio, ma essere stimolo della solidarietà tra gliuomini responsabilizzando e coinvolgendo gli altri nel suo servizio”. Oggi, per padre Cencini,”non è più possibile pensare ad un rapporto a senso unico con la Chiesa e con il mondo, maoccorre andare verso il dialogo e la condivisione”. Bisogna accettare, inoltre, il fatto che “illinguaggio religioso è in grossa crisi. Urge un lavoro di acculturazione della nostra spiritualità,di traduzione della spiritualità in un linguaggio semplice ed accessibile. Un’ autenticaspiritualità deve poter essere detta, comunicata, altrimenti non è vera spiritualità”.