Commentando la manovra finanziaria per il 1998, preparata dal Governo, il prof. LuigiCampiglio, ordinario di “Politica economica” all’Università Cattolica di Milano, rileva: “Laprincipale ‘riserva’ che devo esprimere riguardo a questa Finanziaria, è legata alla riforma del’Welfare State’. Questa riforma, così come è stata concepita dal Governo, ha limiti strutturaliche derivano dall’incapacità di combattere efficacemente l’evasione fiscale”. Anche il ricorso al”riccometro”, secondo il docente, “deriva dall’incapacità di avere un sistema fiscale chefunzioni. Non potendosi ‘fidare’ delle dichiarazioni dei redditi, si deve ricorrere al riccometro.Tuttavia, questo mi sembra uno strumento estremamente radicale, perché viene richiesto alcittadino di dichiarare molti elementi che concorrono a formare il suo reddito. Perciò il rischio èche il riccometro diventi una ‘bolla di sapone’ oppure la fonte di innumerevoli controversie”. Inlinea di principio, afferma Campiglio, la lotta all’evasione fiscale dovrebbe precedere la riformadello Stato sociale, ma “in realtà le scadenze europee hanno costretto i Governi ad agirediversamente, cercando di fare le riforme più urgenti per risanare il bilancio pubblico. Ma ora,se non si vuole che queste riforme provochino ulteriori squilibri, è necessario procedere conuna seria lotta all’evasione” attraverso “la razionalizzazione della normativa fiscale el’integrazione delle banche dati di Ministero delle Finanze, Inps, Pubblico RegistroAutomobilistico e così via”.