La libertà religiosa è solo un “problema locale”?

Padre Bernardo Cervellera,esperto di questioni cinesi e direttore di “Fides” (l’agenzia internazionale di informazione dellaPontificia Opera Missionaria della Propagazione della Fede) commenta il recente viaggio delpresidente cinese, Jiang Zemin, negli Stati Uniti. “Alla Cina – ricorda padre Cervellera, permolti anni missionario in Cina e ad Hong Kong – rimane ancora da firmare l’importante trattatoONU sulla libertà di parola, associazione, religione. Ad ogni modo il vertice ha sancito nei fattiquanto la Cina proclama da tempo: che diritti umani non sono assoluti e hanno carattere’locale’. Harry Wu Hongda, rifugiato cinese di Shanghai, 19 anni passati in lager hacommentato questa affermazione, proclamata anche dall’occidente, come una ‘utilemenzogna’. Grazie a questo, pur con le divergenze, la cooperazione bilaterale (economica estrategica) può continuare. In questo viaggio le ditte americane hanno firmato contratti peroltre 4 miliardi di dollari”. Cervellera nota che nel corso di un incontro presso l’università diHarvard, Jang Zemin “rispondendo a una domanda dal pubblico sul perché furono mandati icarri armati contro il movimento operaio e studentesco di piazza Tiananmen, si è lasciatosfuggire una frase sui ‘possibili errori’, compiuti dalla leadership. A molti è parso un segnod’inizio per una revisione del giudizio su Tiananmen. Il vice primo ministro Qian Qichen,l’indomani, ha però corretto l’interpretazione della frase definendola un’affermazione’generica’, non riferita ‘a un caso specifico’”.