Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questasettimana. “E’ ormai pronto per l’esame parlamentare il testo di riforma costituzionalepreparato dalla Commissione bicamerale. Si tratta evidentemente di un risultato dicompromesso, che sconta critiche inevitabili, ma su cui si registra un sostanziale accordo delnuovo ‘arco costituzionale’ maturato nella Sala della Lupa di Montecitorio.Un arco di cui fa parte a pieno titolo Alleanza nazionale e dal quale non si è defilataRifondazione comunista. La stessa Lega mantiene una sua intermittente partecipazione.Al di là delle soluzioni specifiche, delle legnosità o delle incongruenze tecniche, in un sistemapolitico ancora privo di una solida consistenza è probabilmente questo dato a motivarel’ottimismo espresso dai diversi gruppi a conclusione dei lavori. Il non breve iter parlamentare,che occuperà almeno tutto il prossimo anno, dovrebbe accompagnare questa transizione,cercando di consolidarla.Finito il tabù contro il presidenzialismo, l’Italia è stata definita una ‘repubblica federale’, si sonoapportate modifiche alla Corte costituzionale. Il Consiglio Superiore della Magistratura, è statosuperato il bicameralismo perfetto, si è sancito il principio del ‘federalismo fiscale’. Molto c’èancora da fare per potenziare adeguatamente tanto il sistema delle garanzie quanto gli spaziistituzionali, sia per il cittadino in quanto singolo, sia inserito nelle libere istituzioni in cui, apartire dalla famiglia e dalla scuola, si sviluppa la sua personalità.In questo senso l’affermazione del principio di sussidiarietà rischia di non esprimere tutte lesue notevoli potenzialità: per questo è necessario ed urgente lavorare ancor più perrispondere alle autentiche istanze di rinnovamento politico ed istituzionale che caratterizzanoquesti anni.Ma è abbastanza facile prevedere che non sarà questo il punto vero di discussione inParlamento. Anche il dibattito giuridico e po litico, infatti, non ha adeguatametne affrontato laquestione dell’innovazione istituzionale, ma si è limitato al piano dell’ingegneria costituzionale.Nelle aule parlamentari non ci si dovrebbe discostare da questo registro. E comunque quidovrebbe emergere il nodo politico di fondo che è la nuova legge elettorale. Questo tema, nonessendo di rilevanza costituzionale, è stato trattato dalla Bicamerale in maniera incidentale.Ma i partiti lo hanno ben presente, se è stata una delle questioni più rilevanti all’origine dellamezza crisi del governo Prodi innescata da Rifondazione comunista.Siamo così nuovamente alle incertezze della transizione ed alla questione dei rapporti di forzatra gli attuali blocchi, ed al loro interno. I nodi non mancano, la strategia del Pds nel suorapporto tanto con Rifondazione, quanto con gli alleati di centro sinistra, la questione delcentro, che ritorna sempre all’ordine del giorno della politica italiana, i rapporti tra Fini eBerlusconi, l’indirizzo politico e la coesione del Polo. L’esito del lavoro per le riformecostituzionali si intreccerà nei prossimi mesi con quello delle diverse strategie degli attoripolitici per l’assetto del sistema politico. Comunque alla fine sarà un referendum popolare asancire l’approvazione o il rigetto dell’intera proposta di riscrittura della seconda parte dellaCostituzione. Ed è giusto: le istituzioni, ed il rinnovamento istituzionale, devono essere semprea servizio dei cittadini.I lavori della Bicamerale non hanno mobilitato l’opinione pubblica. Urgono molti problemiconcreti, dal fisco al lavoro, dalla scuola alla famiglia e comunque tra i cittadini cresce oggi ladomanda di una migliore qualità dell’offerta politica. Alle prossime amministrative ci sarà unrisultato da tenere d’occhio: la percentuale dei votanti.