“Abbiamo l’impressione cheancora sia scarsamente diffusa la consapevolezza del cammino percorso, che siasottovalutato l’apporto delle donne, costruito nel passato con immani difficoltà e che siatrascurata, talora dalle stesse donne, la consapevolezza del valore di una partecipazionepubblica essenziale per la crescita democratica del Paese”. In questo senso, ha detto MariaChiaia, presidente del Cif (Centro Italiano Femminile) aprendo oggi a Roma il Convegno”Cinquanta anni di donne nella storia della Repubblica”, “l’associazionismo femminile si sentedepositario di una tradizione e di un ruolo di informazione e di formazione specie nei riguardidelle giovani generazioni, che per quanto concerne i diritti di cittadinanza e della parità tra isessi sono prive di chiarezza di idee e di riferimenti sicuri, pur manifestando un’acuta esigenzadi agganci significativi alla tradizione”.Tornare alle radici della partecipazione delle donne alla vita sociale e politica vuol direricordare, ha detto Tina Anselmi, “il ruolo che l’Azione Cattolica, con la sua presenza specificanella scuola, nelle fabbriche, nei luoghi di formazione ha avuto nell’aiutare molte donne aconquistare un diritto di cittadinanza che sia lo Stato liberale, sia il regime fascista le avevanonegato”.