SIR – 29/10/97 – . Non bastassero le scossetelluriche che continuano anche in questi giorni a tormentare le decine di migliaia di sfollati, oraci si mettono anche altre emergenze di notevole portata. “Le temperature sono scese ormaisotto zero la notte e di giorno sono vicine allo zero – dice don Lucio Gatti, prete di Perugiainviato dal vescovo a Nocera Umbra per coordinare il centro operativo della Caritas – e pergiunta si è aggiunto un vento fortissimo, che ha divelto centinaia di tende, comprese quelledell’esercito, oltre ai teloni posti sui tetti delle case per proteggerle dalla pioggia. La burocraziafa poi la sua parte, impedendo la distribuzione di abiti e coperte usate, asserendo che la gentenon ha bisogno di nulla. Ma qui di notte, a 6 gradi sotto zero, la gente rischia di morire difreddo”. “I sette mila abitanti di Nocera sono tutti senza casa e nessun prefabbricato – diconoal centro Caritas – è ancora stato allestito. Solo al paese di Bagnara sono in funzione tali rifugi.La gente preferisce rischiare di rientrare nelle case, piuttosto che subire i rigori di questoinverno anticipato”. Aggiunge don Gatti: “Certamente i volontari che girano tra le tende vedonouna realtà diversa da quella di chi sta dietro una scrivania. Occorre invece che gli interventisalvaguardino i bisogni veri della gente, tipo quello di montare i containers vicino a casa,specie per chi abita in campagna e può così continuare a curare i propri campi e gli animali.Speriamo si capisca che non occorre aggiungere nuove emergenze a quelle del terremoto edel freddo, già così pesanti”.